VIAGGI, PENSIERI, EMOZIONI
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Friday, May 8, 2009

Colectivos



In Argentina si chiamano COLECTIVOS. Autobus.
A Buenos Aires sono tantissimi. Sono dei veicoli variopinti con le ruote cromate e qualche altra rifinitura luccicante. Spesso le ruote hanno un tubicino che entra nel perno, pare che siano i freni ad aria compressa (io pensavo fosse una specie di sicura nel caso la ruota decidesse di andare da un'altra parte). Hanno i numeri scritti sopra il parabrezza e riportano la destinazione, le fermate o i quartieri principali che attraversano lungo il loro percorso. Le fiancate riportano un nome, una parola che sembra scritta a mano, con il pennello. La pubblicità sulle fiancate e`rara, più spesso qualche slogan sul retro.
All'interno non sono molto diversi da tutti i bus che ho visto finora, ma hanno i sedili imbottiti, comodi. Talvolta c'e' della musica e il conducente sembra inghoittito nel buio del suo posto come se fosse un dj alla consolle.
Si paga sempre e solo una volta saliti a bordo ed occorre avere le monete.
Le monete sono scarsissime in città, per ciu talvolta ci si trova nella condizione di non poter prendere l'autobus perche`non si hanno monete.
La monete valgono di piu`per il peso del metallo che per il loro potere d'acquisto. E quindi spariscono dalla circolazione.
Comunque, quando si hanno le benedette monete si può salire sull'autobus, comunicare al conducente la propria destinazione perche`possa programamre il distributore a seconda della tratta da percorre e far pagare il relativo biglietto. A quel punto si possono infilare le monete e ricevere l'eventuale resto e il biglietto. Un piccolo tagliandino di carta molto sottile. Non un lenzuolo di cartone costato la vita a sette sequoie
Spesso i conducenti non aspettano che tutti quelli che devono salire siano effettivamente a bordo. Partono, con le porte aperte. Qualche impavido sale al volo. Le vecchiette devono urlare. Gli altri aspettano il prossimo. Tutti in fila dietro il primo, sul ciglio del marciapiede. Non si aspetta mai più di 5 minuti, nemmeno di notte.
Talvolta ho visto file di autobus uno dietro l'altro, tutti con lo stesso numero. E' incredibile. Vai alla fermata e sali. Sempre.
I conducenti guidano in modo abbastanza spericolato e brusco e all'interno occorre stare sempre attaccati a qualche palo, ma non ho ancora assistito ad un incidente. Le strade sono larghe e tutte a senso unico, esclusa qualche Avenida. La pianta della città e`un reticolo di strade perpendicolari e parallele e tutti gli incroci sono regolati da semafori.
Alla miriade di bus fanno seguito migliaia di taxi. Gialli e neri.
Un viaggio in bus costa 1.25 pesos. 25 centesimi di euro.
Un viaggio medio in taxi costa 10 pesos. Un paio di euro.
Un viaggio in metropolitana costa 1.10 pesos. Poco più di 20 centesimi di euro.
Potere dell'euro a parte, si va ovunque con rapidità, comodità ma soprattutto a qualsiasi ora.
Nessuna delle persone che ho incontrato ha un auto propria.
O per lo meno non l'ha ancora usata. Non per spostarsi in città.
Non so se l'Argentina sia ancora considerata Terzo Mondo.
Di qualsiasi mondo sia parte, e` uno da cui bisognerebbe imparare. Quantomeno a gestire i trasporti urbani.

4 comments:

..pauli said...

Mitici i colectivos. Delle monete c'è anche una compravendita illegale, almeno cosi mi dicevano. Vuoi otto pesos in moneta? Sono dieci in carta! Eh eh..questi argentini..

..pauli

dar said...
This comment has been removed by the author.
dar said...

Questo non mi e`ancora capitato. Non lo sapevo :D

Unknown said...

proponi alla Moratti un giro per il mondo a imparare come si gestiscono i trasporti pubblici!Probabilmnete è perchè in Argentina non si fanno gli interessi di nessuno spingendo per l'acquisto di auto. O sbaglio?